La Cantina Francesco Malena

La storia della nostra famiglia e della nostra attività è legata all’immagine del nonno Cataldo, a nostro padre Francesco ed alla rinomata cultura enologica della ridente cittadina di Cirò Marina, dove il cognome Malena è sinonimo di vino. La Cantina Malena sorge a Cirò Marina, avviata con caparbietà dal nonno Cataldo (1909-1994) che appena diciottenne inizia la sua ammirevole avventura nella vecchia cantina sita in contrada “Cutura del Marchese”.  La sua passione e la sua dedizione diedero vita alla cultura enologica che ormai da anni si perpetua attraverso un suo stile e una sua tradizione. La casa porta il nome del suo fondatore e vanta 80 anni di storia, anni nei quali si sono avvicendate diverse generazioni: Francesco, figlio di Cataldo che alla crescita  e l’espansione di questa azienda ha dedicato la sua intera esistenza, trascorsa tra  botti e vigneti, donandosi con passione e maestria all’arte della vinificazione nel rispetto dell’esperienza tramandatagli dal padre; oggi i figli Antonio e Cataldo animati da un forte dinamismo imprenditoriale ripropongono questa rinnovata tradizione vitivinicola integrata ad una moderna cantina.

CLIMA

La vicinanza del mare ionio determina benefiche correnti di aria calda e salmastra,  creando un eccezionale microclima nell’entroterra, e un  ambiente particolarmente mite con una temperatura media annuale decisamente elevata. Le stagioni fortemente temperate sono caratterizzate da inverni miti ed estati calde, con precipitazioni in autunno abbondanti, primaverili scarse ed estive scarsissime, che raggiungono la media annua di 600 mm. Questo clima, tecnicamente definito mediterraneo, conosce temperature notturne piuttosto basse che ritardano la maturazione delle uve arricchendole di aromi e profumi. I terreni sono in massima parte profondi, freschi, di origine alluvionale. Queste condizioni ambientali, sono paragonate da alcuni alla situazione dei grandi Cru francesi che consentono di ottenere vini molto profumati e dal gusto inconfondibile.

CULTURA

Oggi come allora il Cremissa era ed è  il “vino ufficiale delle Olimpiadi” e probabilmente è stato il primo esempio di sponsor secondo l’attuale definizione. Lo stesso Milone di Crotone, vincitore di ben sei olimpiadi, pare fosse un grande estimatore di questo vino che per tradizione veniva offerto agli atleti che tornavano vincitori dalle gare olimpiche.

La tradizione è stata riportata in auge, anche e sopratutto per rilanciare l’immagine del Cirò che si era andata un pò offuscando negli ultimi tempi, alle Olimpiadi di Città del Messico  nel 1968 e Atene 2004,  dove tutti gli atleti partecipanti hanno avuto la possibilità di gustare il Cirò come vino ufficiale.

Con la decadenza della Magna Grecia la coltivazione della vite subì un notevole tracollo e perse tutta l’importanza che aveva raggiunto.

Probabilmente, però, la fase di maggiore crisi, che allo stato attuale potremmo definire brillantemente superata, la viticoltura calabrese la subì nell’Ottocento quando l’arrivo della fillossera causò la decimazione dei vigneti e la quasi scomparsa delle coltivazioni.

In questi ultimi anni il Cirò, sopratutto nella tipologia Rosso, Bianco e Rosato, sta riacquistando la sua antica grandezza anche per merito di numerose aziende che hanno saputo rinnovarsi, pur non rinnegando la tradizione, sia per quanto riguarda i vitigni veri e propri che per le tecniche di vinificazione.

Grazie alle tre versioni di Cirò che i vitigni offrono ai palati più esigenti e non solo, questo vino ben si sposa con ogni tipo di piatto: rosso e rosato vengono solitamente abbinati ai piatti di carne, mentre per il bianco è immancabile l’accostamento con i piatti a base di pesce e i dolci della tradizione.

STORIA

La storia di Cirò, antica Ypsicron, località esposta ai venti, è ricca di fascino. Reperti archeologici testimoniano la presenza, sul luogo, di popolazioni indigene sin dall’età del ferro. Il sito fu teatro di un incontro armonico tra due diverse civiltà: la genialità e la ricchezza greca si fuse con l’eleganza e la concretezza della civiltà latina.

I primi coloni greci sbarcati sulle coste calabresi rimasero talmente impressionati dalla fertilità di questa terra ricca di vigneti che la chiamarono “Enotria” e cioè “terra dove si coltiva la vite alta da terra”.

Lo stesso antico nome della Calabria venne poi esteso a tutta l’Italia. Grande era anche il valore che gli antichi greci attribuivano ai vigneti calabresi: risulta infatti dalle tavole di Eraclea che un appezzamento di terra coltivata a vite valeva circa sei volte un campo coltivato a cereali.

I contadini ellenici portarono con loro tecniche nuove di vinificazione e nuovi vigneti da impiantare: sono infatti di probabile origine greca alcuni tipi di vite ancora presenti sul suolo calabrese e cioè il gaglioppo, il greco bianco e il mantonico, tanto per citarne solo alcuni.

Alcune città assunsero un ruolo di primo piano nello sviluppo della coltivazione della vite: Sibari e Crotone si distinsero in maniera particolare dando origine alla produzione del “Krimisa” antenato dell’attuale Cirò. Fra l’altro Cremissa era anche il nome della colonia greca, sede di un imponente tempio dedicato a Bacco, situata più o meno dove oggi c’è Cirò Marina.

Indirizzo

  • Cantina Francesco Malena,  88811  Cirò Marina (KR) Tel. 0962 31 758www.malena.it
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