L’erica arborea la radice delle pipe calabresi

L’Erica arborea

è un arbusto sempreverde, dalla corteccia rossastra, a portamento eretto, appartenente alla famiglia delle Ericaceae.

Ha numerosi rami, anch’essi a portamento quasi sempre eretto. Le foglie sono aghiformi, persistenti e coriacee, verde scuro, normalmente in verticilli di quattro, con margine dentellato.

I fiori sono piccoli, penduli, molto numerosi, riuniti in ricche infiorescenze terminali, dal colore bianco-crema e profumati.

Fioritura: marzo-maggio.

Frutti: capsule contenenti numerosi piccoli semi.

Utilizzi

Le ramificazioni di eriche legate in fascina sono utilizzate per fare scope e infatti veniva chiamata scopiglia, e un tempo potevano costituire le coperture e le pareti di abitazioni povere e capanni.

Per ottenere i bozzoli per la filatura della seta, i bachi erano posti, spesso, su rami di erica.

La parte inferiore della ceppa, era “cotto” (combustione interrotta) nella carbonaia nel bosco, per ottenere un carbone in grado di sviluppare molto calore. Il carbone da legno d’erica era richiesto nelle officine dei fabbri per la forgiatura del ferro.

Il legno rossiccio di erica arborea è duro e pregiato, ed è il materiale più utilizzato nella costruzione dei fornelli da pipa. La parte utilizzata per ottenere la pipa è quella nodosa della base, in angolo, il cosiddetto “ciocco“.

Usi dei fiori

I fiori hanno interesse officinale e la pianta è medicinale. L’infuso delle sommità fiorite è ritenuto diuretico, disinfettante ed antireumatico; anticamente si credeva che avesse la virtù di guarire i morsi delle vipere.

I fiori hanno anche uso apistico: sono bottinati dalle api, se ne ottiene un ottimo miele monoflorale, è una buona pianta mellifera, per il periodo di fioritura ha più umidità rispetto ad altri.

La lavorazione della radica di erica arborea è un processo lungo e faticosoche richiede molta esperienza, manualità e soprattutto tanta passione.

Queste sono tutte le fasi del processo di lavorazione:

Taglio: il taglio dei ciocchi di radica viene effettuato secondo un metodo tradizionale che nel corso degli anni non ha subito nessuna evoluzione. Con il taglio del ciocco, che avviene manualmente per mezzo di lame circolari, vengono prodotti le placche e gli abbozzi che serviranno per la realizzazione delle pipe.

Bollitura: tutti i pezzi ottenuti dal taglio, già suddivisi per qualità, vengono posti giornalmente in ammollo in alcuni recipienti di plastica fino al raggiungimento di un quantitativo minimo di circa 1500kg. Successivamente, i pezzi vengono riposti in delle vasche di rame piene d’acqua (le caldaie) e viene avviato il processo di bollitura che dura circa 18 ore e che avviene ad una temperatura costante di 100 gradi. Le caldaie vengono portate in ebollizione e costantemente riscaldate per mezzo di un forno, riposto al di sotto delle vasche di rame ed alimentato manualmente con gli scarti del taglio.

Essicazione e stagionatura: il giorno successivo al completamento della bollitura, tutti i pezzi vengono prelevati dalle caldaie assicurandosi che nel raffreddamento l’acqua abbia raggiunto la temperatura di circa 25 gradi così da evitare notevoli sbalzi con la temperatura esterna; una volta prelevati, vengono trasferiti immediatamente nelle camere essiccatoi, dove le placche e gli abbozzi saranno tenuti coperti per circa 90 giorni.

Come viene realizzata una pipa
Il metodo seguito per realizzare la pipa risulta essere particolarmente complesso: si usa una protuberanza sita alla base del fusto dell’Erica Arborea, detta “ciocco”, che si distingue per il basso contenuto di tannini, principali responsabili del sapore aspro ed amaro che si percepisce fumando alcune pipe.

La prima fase è quella della raccolta da parte dei “cioccaioli” che partono alla ricerca della radica sulle alture delle Serre dello Zomaro e in Aspromonte e, una volta estirpata a mano, la portano all’artigiano il quale provvede a scegliere i pezzi più pregiati trasformandoli in placche.
Il “ciocco”, prima di essere utilizzato, necessita di una stagionatura che va dai due ai nove anni.
Ed è proprio questa lunga attesa della radica che infonde al tabacco un gusto particolare ed unico.
Dopo questo periodo la radica viene riposta in cantine scavate negli scogli e successivamente, ancora umida, viene lavorata con la lama di una sega circolare che ne abbozza le forme.
I pezzi migliori vengono poi bolliti per 24 ore in una caldaia di rame e solo dopo lasciati stagionare per oltre 5 anni.

Ed è a questo punto che si possono ammirare le venature brillanti del legno nella loro totale bellezza.
Le pipe calabresi, proprio per questo complesso metodo di realizzazione e  le caratteristiche specifiche dell’Erica, non necessitano di trattamento preventivo con miele o liquore alla prima fumata.
Oggi tuttavia gli artigiani e gli abitanti della zona denunciano una cattiva politica di tutela dei boschi di Erica della Calabria.

Il museo di Scido

Scido e′ un piccolo paese dell′Aspromonte nel quale fino a pochi anni vi erano numerosi artigiani che producevano pipe ed altri erano dediti all′attività di cioccaioli. Da qualche anno con l′acquisizione di un palazzo, Palazzo Ruffo, l′Amministrazione comunale ha costituito una struttura con all′interno una biblioteca ed un piccolo museo.
La biblioteca contiene pregiati volumi antichi ed alcuni autografi di personaggi illustri, il museo ha diversi reperti a testimonianza del lavoro contadino ed artigiano
All′interno del museo una sala dedicata completamente alla pipa , più di duecento pezzi di un artigiano locale Mastro Rocco De Giglio. La maggior parte dei pezzi sono zoomorfi o antropomorfi realizzati con grande perizia da un artigiano con una notevole vena artistica. Vi e′ la vetrina con pipe a forma di uccelli, quella in cui vi sono quelle a forma di mammiferi, di rettili, di animali preistorici.
Moltissime quelli rappresentanti teste di personaggi famosi del passato e del presente.
E′ difficile descrivere l′emozione e l′interesse che suscita questo piccolo museo in un fumatore, di certo una sua visita e′ d′obbligo per l′appassionato della pipa.
Il museo e′ aperto dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13.

 

 

 

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