Cepola

Cepola

Segnalata in tutti i mari italiani è spesso catturato allargo, almeno 20 miglia dalla costa, dalle reti a strascico, nei fondali del mare, fangosi e sabbiosi, o vicino ad essi, dove la cepola vive in piccoli gruppi; si nutre di zooplancton, larve, piccoli crostacei che cattura sporgendosi dalla sua tana, che scava da sola. Ha un corpo nastriforme, coperto di piccole squame, che gradualmente si restringe verso la coda; ha testa corta ed occhi grandi, con bocca obliqua dotata di denti appuntiti e ricurvi all’indietro; il colore è rossiccio sul dorso ma rosa sui fianchi e può raggiungere una lunghezza di 35/70 cm; sul mercato è oggi raramente presente e la gente non la richiede più. Un tempo, quando le barche erano meno efficienti di quelle odierne, l’impatto sullo stock di pesce catturato era minore. I motori meno potenti trainavano reti più piccole a velocità minori, quindi catturavano meno pesce e qualche esemplare sfuggiva alla cattura e poteva riprodursi in tutta tranquillità. Oggi, in una data zona del mare, quando passano tre o quattro barche, o vongoliere turbosoffianti, con una efficienza maggiore tirano su tutto e nessuno pesce sfugge alla cattura.

I modi di consumare i nastri o ftùc (fettucce in dialetto marchigiano), è presto detto: fritti, dopo infarinatura, nell’olio bollente o bollite con varie erbe e ortaggi aromatici per un brodo in cui cuocere ogni tipo di pasta ma, sulla costa romagnola/ marchigiana, soprattutto passatelli e cappelletti, senza escludere i quadrucci all’uovo e i capelli d’angelo, altrettanto idonei per gustare un brodo delicato e saporito allo stesso tempo.

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