La Tonnara di Bivona

Tonnare è mattanze (terminologia legata ad un’antica e tradizionale tecnica di pesca che evocano immagini crudeli).

L’antica modalità di pesca del tonno, la mitica mattanza, è stata praticata lungo le coste calabresi sino agli anni sessanta, sopraffatta successivamente da nuove tecniche e da avversi fattori ambientali; con essa è scomparso anche l’abile mestiere del tonnaroto.

La pesca con sistemi fissi, lungo la costa del Golfo di S. Eufemia, ha origini molto antiche, che si possono far risalire alla fondazione della città di Hipponion, l’attuale Vibo Valentia, sul finire del VII secolo a.c..

Attività legate alla pesca, alla conservazione ed allo smercio del pescato sono documentate in quest’area, così come è documentata la presenza lungo la costa di due stabilimenti per la lavorazione del pesce, di epoca compresa tra il III-II sec. a.c. ed il IV sec. d. c., uno posto in località S.Irene e l’altro in località La Rocchetta di Briatico’ .

La tradizione della pesca del tonno è rimasta viva e nei secoli XVI e XVII, ebbe un forte incremento ed è a questo periodo che risale infatti la costruzione delle tonnare di Briatico, S. Venere, Bivona e Pizzo Calabro. Pizzo e Bivona godevano periodicamente di una pesca di tonni particolarmente ricca, tanto che nella seconda metà dell’ottocento realizzavano in media 2000 quintali di pescato.

Si deve tuttavia ricordare che la pesca del tonno fu’ per tanto tempo fonte di sostentamento di intere famiglie Calabresi.

Tutt’intorno alla pesca, gravitava un mondo parallelo che si occupava della produzione delle reti, tutte intrecciate accuratamente a mano,  secondo tecniche antichissime e precise,

si producevano chiodi e si levigava il legname per le barche, che andavano accuratamente custodite.

C’era un commercio basato sull’utilizzo degli scarti della lavorazione, c’era l’estrazione dalle cave delle enormi pietre che servivano ad ancorare le reti al fondale.

Tutto questo si trovava in località Bivona, un’antica tonnara perfettamente conservata.

Quando è nata la tonnara di Bivona ?

La Tonnara di Bivona è un pregevole manufatto di  fine ‘800  posto sul litorale del piccolo centro di Bivona (VV), luogo anticamente legato alla tradizionale della pesca del tonno.

Un complesso architettonico con vincolo momumentale composto da:

una palazzina gentilizia a due piani di circa 500 mq (al piano terra la Cappella dei pescatori, gli alloggi dei tonnaroti, la sala prima lavorazione e vendita, servizi; al piano superiore tre grandi saloni tra cui sala del fumo e sala del the);

una ampia loggia su fini pilastri in legno di quercia (adoperata un tempo per il cordame-sugheri-lavori allestimento e riparazioni) che conserva ancora antichi barconi in legno per la mattanza (unici in Italia);

la sala dei sugheri ove attualmente vi è una sala convegni con circa 150 posti;

i locali della casa del Rais (capotonnara);

la piazzetta con deposito del sale antistante il mare.

La costruzione della Tonnara di Bivona va attribuita al Cav. Gaetano De Carolis, “decoro della città”, tenace e capace cittadino dell’antica Monteleone (oggi Vibo Valentia).

Nato il 5 febbraio 1819, Gaetano di Carolis fu più volte Consigliere Municipale, Sindaco di Monteleone, Deputato Provinciale di Catanzaro, Presidente della Congregazione di Carità, Capitano della Guardia Nazionale, Cavaliere prima e Ufficiale poi, della Corona.

Alla sua caparbia volontà dobbiamo la costruzione, a spese della Corte Ducale, di  “un vasto e sontuoso caseggiato, da servire per gli usi della tonnaja, dipendente da quella.

E fu suo primo pensiero farvi costruire ed aprire al culto una vaga Chiesa, da servire non pure a marinai, sì alla gente che vi accorse numerosa anche da luoghi lontani; o che, passando per la strada trova come un dolce e inatteso conforto, alle ansie faticose, e a sospiri del cuore, tendenti ad una vita migliore di questa.” Dunque, il Cav. De Carolis avviò la costruzione della Tonnara di Bivona in nome e per conto della Corte Ducale, probabilmente con la prospettiva di incentivarne una maggiore produttività economica, contando sul consolidarsi dello sviluppo economico del nuovo Regno unitario.

 

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