Patate mpacchiuse

Patate mpacchiuse

Hanno il colore dell’oro e il profumo dei boschi della Sila mescolato a quello di antichi focolari domestici

un cuore morbido e delicato circondato da una deliziosa crosticina: sono le patate ‘mpacchiuse.

La storia della patata in Calabria è antica.

Intorno al 600 i Carmelitani Scalzi introdussero questo tubero arrivato dalle lontane Americhe di colore violaceo allora

e di forma che ricordava certe malattie e anche per la sua tossicità a crudo.

I calabresi si accorsero presto delle eccezionali qualità del prodotto in realtà sostanzioso ed economico, che cresceva bene e ancor più ricco di amido proprio a 1000 metri d’altezza sulle alture del Gran bosco d’Italia, la Sila.

Nel 1811 la patata della Sila era già contemplata nelle Statistiche ufficiali del Regno, via via le coltivazioni furono curate ed estese fino ad arrivare ad oggi, con la patata della Sila IGP, prodotta esclusivamente nei comuni di  dell’Altopiano della Sila, dove la natura dei terreni e le caratteristiche climatiche permettono di ottenere il prodotto ottimale.

La patata della Sila è fondamentale nella cucina calabra e si presta per la sua duttilità a moltissime preparazioni, la prima delle quali in ordine di importanza è quella delle patate ‘mpacchiuse: piatto povero ma prezioso, cibo prediletto dei calabresi che vi hanno sempre trovato sostentamento.

Si chiamano così perché a fine cottura risultano appiccicate una all’altra, ‘mpacchiuse appunto, in dialetto.

Tutto questo grazie alle grandi proprietà nutritive della patata della Sila, ricca di amidi buoni, fibre, vitamine, minerali e importanti composti fitochimici come i carotenoidi e i polifenoli, ma soprattutto ricca di triptofano, un aminoacido essenziale che si introduce nell’organismo solo attraverso i cibi ed è responsabile del processo di produzione della serotonina, il cosiddetto ormone della felicità che migliora l’umore, fa dormire di più e fa sopportare meglio il dolore fisico.

 

Opera Terra La Tradizione Beverage

 

 

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