Il soffritto di maiale

Il soffritto di maiale

Il soffritto di maiale è un piatto di culto della cucina tradizionale calabrese.

La sua preparazione è rimasta immutata nel tempo così come gli ingredienti utilizzati.

Nelle nostre campagne, ancora molti contadini usano allevare il maiale e ucciderlo in maniera tradizionale, ad ogni modo il maiale è stato per secoli la dispensa delle famiglie.

Fino a pochi decenni fà la dieta delle famiglie contadine era principalmente vegetariana, e non per scelta.

Così la carne veniva consumata esclusivamente durante le ricorrenze e i giorni di festa, e non sempre, da qui il consumo rituale della carne del maiale, o meglio di porco.

Curiosità ed il rito della macellazione

Il maiale rimanda a un’idea di sporcizia, di sporco (da qui porcheria, che viene esattamente da porco).

In verità,  il maiale è un animale privo di ghiandole sudoripare ed il suo habitat naturale sono i luoghi umidi, quindi in sostanza non è il maiale ad essere sporco ma il modo in cui è allevato.

In passato, le famiglie benestanti che avevano la possibilità economica di comprare un maialino (in genere nelle fiere) lo affidavano a un contadino che lo allevava nutrendolo con i propri avanzi, ma anche castagne, ghiande, crusca, bucce di cocomero.

Nei mesi della macellazione (Dicembre, Gennaio e Febbraio) che coincidevano con il periodo freddo dell’anno e assieme alla piena maturazione dell’animale, la tecnica prevedeva (e ancora lo prevede) che il maiale venisse diviso in due, le due menzine: una metà al padrone, l’altra al contadino.

Il soffritto di maiale viene preparato con sono una serie di parti di carne quali;  coscia, pancetta, collo e grasso, insieme al peperoncino, pomodoro e una foglia di alloro.

 

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