Il Sanguinaccio (Sancelu, Sangiaru, Sangieri)

Il Sanguinaccio (Sancelu, Sangiaru, Sangieri)

Il sanguinaccio dolce in Calabria è un tipico dolce invernale, storicamente legato alla preparazione delle conserve di maiale come salumi e prosciutti.

Dopo l’uccisione del maiale si preleva il sangue caldo che defluisce dalla carotide in un recipiente largo. Si mescola continuamente il sangue per circa un quarto d’ora, in modo da far formare i coaguli che verranno poi eliminati dal liquido. A questo punto il sangue che rimane non coagulerà più ed è pronto per la preparazione del sanguinaccio.

Questo a dimostrazione del fatto che come si dice: “del maiale non si butta niente”. Questo prodotto costituisce una crema “dessert” molto particolare che può essere consumata da sola oppure spalmata sul pane diventando così un ottimo alimento per la preparazione di colazioni e merende, come avveniva in passato.

La conservazione avviene in piccoli contenitori di vetro.

La ricetta è antica lo testimonia le diverse ricette di cucina calabrese e di storia delle tradizioni popolari.

La ricetta originale richiede:

  • Sangue fresco di maiale
  • Mosto cotto d’uva (in quantità doppia rispetto al sangue)
  • Cannella
  • Noci spezzettate

Quindi una volta filtrato il sangue lo si versa in una pentola assieme al mosto cotto e si fa cuocere a fuoco lento mescolando in continuazione. Il composto sarà pronto quando raggiungerà la consistenza di una crema spalmabile. A metà cottura si aggiungono le noci spezzettate e la cannella (quanto basta). Il prodotto deve essere conservato in vasetti tenuti in frigorifero.

Il sapore è dolce e fruttato e le noci danno croccantezza alla crema.

 

Opera Terra La Tradizione Beverage